Il nuovo singolo: “Nazionale”

Piove Veleno

2017

Roma dolce e amara, Roma l’abbandonata e la tradita. Roma come un dojo antico che brucia al sacco di un nuovo Shogun.

Nella cornice dell’eternità mortificata dall’incapacità di essere pertinente al progresso, si snodano le canzoni ed i suoni dei Carnot. Chitarre vibranti e distorte raccontano storie e persone, passioni ed occhi. L’amore di coloro che lo vivono e di coloro che lo hanno perso.

Feedback, distorsioni addomesticate e riff blues parlano il linguaggio ferale di un branco di lupi in una notte d’inverno.

Uomini e donne corrono e si tuffano nelle voluttuose braccia della notte.

Sospesa tra le sonorità degli anni ’90 ed una più sperimentale ricerca sonora tipica del rock da classifica del nuovo millennio, la musica dei Carnot si rispecchia nella lezione dei maestri italiani di genere, quali Marlene Kuntz ed Afterhours.

Il gruppo si forma nei primi anni del nuovo millennio dalle ceneri della coverband classic rock Prisma

in cui militavano il cantante Matteo Chiocchi il batterista Enrico Strina e il chitarrista Valerio Di Croce.

Contaminati da molteplici influenze provenienti dal rock americano e dal rock-pop britannico, i Carnot pubblicano 3 demo autoprodotti.

Dopo la fuoriuscita del chitarrista Di Croce dal gruppo vede la luce il primo disco ‘Come fai a cambiar pelle?’(2013).

Passando per un’ulteriore cambio di formazione viene reclutato l’anno successivo alla batteria Simone Giardini.

Dopo una fortunata campagna di crowfounding su Music Raiser vede le stampe questa seconda fatica registrata presso LRS studio di Roma.